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Sale, quel pizzico in meno - L'Espresso Food&Wine

FLeur de Sel de Camargue - Foto@Cristiano Pellillo Fonte: L'Espresso food&wine

All’attacco contro l’abuso di sale nei piatti. Dopo bibite gassate e grassi, New York scopre un altro nemico alimentare della salute a cui il sindaco della Grande Mela, Michael Bloomberg, ha dichiarato guerra. Obiettivo: ridurre (almeno del 25% in cinque anni, ha dichiarato) il sale nei piatti cucinati, serviti nei ristoranti o consegnati a casa. Per porre in qualche modo un limite al diffusissimo disturbo dell’ipertensione.

E in una città di oltre 8 milioni di abitanti l'impatto dell'iniziativa potrebbe essere molto forte. Basti considerare che, vuoi per l’incredibile numero di single vuoi per gli stressanti orari di lavoro che porta la gente in uffici molto lontani da casa, quasi nessuno ormai cucina e spopolano i piatti preparati, quelli "a portar via" e le consegne a domicilio. Molto spesso si tratta di cucina etnica, cinese o messicana, particolarmente saporita, ed è proprio in questo settore che l'iniziativa Bloomberg potrebbe fare la differenza.

“Consumiamo tutti troppo sale, e la maggior parte del sale che consumiamo si trova negli alimenti che acquistiamo”, conferma al New York Times Thomas Farley, il medico responsabile della salute pubblica della metropoli americana. Con la nuova iniziativa, Farley è convinto che verranno salvate numerose vite.
Come rileva il quotidiano, l'iniziativa sul sale è forse la più ambiziosa di Bloomberg, che ha appena iniziato il suo terzo mandato da sindaco, perché richiede la collaborazione di tutta l'industria agro-alimentare americana, che non ha l'intenzione di produrre speciali confezioni destinate ai newyorchesi soltanto.

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