Perle storiche salate – di Stefania Barzini
L'uso del sale non ha memoria: ogni popolo, ogni essere, ogni individuo ha una necessità di assumere sale che va ben al di là del fatto che una vivanda priva di sale è meno appetitosa di una salata in modo "giusto".Nel Vecchio Testamento il sale è una delle offerte a Dio prescritte per legge. Nella Roma antica la Via Salaria era la strada che portava al porto di Ostia, da cui proveniva la principale fornitura di sale; ai soldati che facevano parte di avamposti all'estero, in zone in cui scarseggiava il sale, ne veniva fornita una quantità chiamata salarium, che più tardi si trasformò in una gratifica in denaro (da salarium deriva il nostro salario).
Durante la storia dei popoli il commercio del sale è quasi sempre stato controllato dal potere centrale (solo poco tempo fa in Italia è stato dimesso il monopolio sul commercio del sale da parte dello stato, è la ragione per cui ancora oggi viene venduto in tabaccheria). La tassa sul sale, per esempio, fu una delle principali cause dello scoppio della Rivoluzione Francese. Nei Paesi Bassi una delle possibili pene capitali messe in pratica in passato consisteva nel nutrire il reo con cibo in cui era totalmente assente il sale: la morte era garantita. Né è possibile dimenticare la lunga “Marcia del Sale” nell’India di Ghandi.
La storia del sale è qualcosa che trascende i limiti della nostra immaginazione. Omero lo chiamava "sostanza divina", mentre per Platone il sale era "particolarmente caro agli dei". Sotto il segno del sale sono sorte antiche e magnifiche città, sono scoppiate rivoluzioni, sono state combattute guerre e vinte battaglie.
Il sale è dunque storia e soprattutto storie, di cose, di persone e di luoghi.





