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SALE q.b.ad ognuno il proprio granello - Fuorisalone 2009

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Sale q.b. ad ognuno il proprio granello - Fuorisalone 2009In mostra dal 22 al 27 aprile 2009, otto nuovissimi progetti di aNaCletoLab, collettivo di giovani designer e creativi. Un racconto appassionato che vede come protagonista il sale, con il supporto di SALTEXPÓ®.

Nella cornice di BETTINELLIQUATTRO, la giovane galleria di fotografia e moda situata in una traversa del Naviglio Pavese, e del Fuorisalone 2009, il collettivo aNaCletoLab presenta la mostra-evento “Sale q.b. Ad ognuno il proprio granello”.Sale e Salone, due parole con lo stesso suffisso: da un semplice gioco verbale all’esplorazione della materia in profondità, per comprendere il significato del sale per le persone, per la loro cultura e per l’intero sviluppo umano.
A cavallo tra la razionalità della ricerca e lo stupore della scoperta, i 12 progettisti hanno lo scopo di raccontare la complessità della materia “sale” attraverso i mezzi a loro più congeniali: sette oggetti e una video proiezione, esposti all'interno di un più grande percorso culturale.

“Sale q.b.”, ossia salare quanto basta un piatto, in giusta quantità grazie anche ad un gesto ormai dettato dall’esperienza e dalla propria cultura: il collettivo aNaCletoLab guarda in questo senso al progetto di design, in cui ciascuno è chiamato ad aggiungere il proprio granello di sale che, secondo un vecchio detto francese «Mettre son grain de sel», significa dare il proprio contributo sfiorando la vetta della massima creatività.

Grazie al prezioso aiuto del team di SALTEXPÓ®, Evento Internazionale itinerante dedicato al SALE in tutte le sue declinazioni (www.saltexpo.com) e, in particolare, del suo ideatore e chairman Fabio Fassone, personaggio sempre curioso nei confronti delle novità, i designer e creativi di aNaCletoLab hanno trovato utili riferimenti e possibilità di confronto per lo sviluppo della loro ricerca.

Non più semplicemente sale, ma “oro bianco”; materia che può essere declinata in 14.000 usi diversi e che in natura si trova sotto disparate forme e in una gamma cromatica che, dal bianco al nero, passa attraverso i rosa più delicati e i rossi più saturi; il sale ha rappresentato il primissimo metodo per la conservazione dei cibi, è presente nel nostro corpo ed è fondamentale per ogni forma di vita.
Con queste premesse, ognuno dei progettisti si è lasciato travolgere dalla vastità degli argomenti che a mano a mano emergevano dalla ricerca per delineare, attraverso il proprio progetto, un piccolo mondo fondato su una delle molteplici personalità del sale.

I progetti

A partire dal mancato riconoscimento della dignità dell'oro bianco, che banalizza il sale all'interno dei luoghi dove viene venduto, che lo confeziona in brutte scatole di cartone, che non ne definisce e descrive le qualità, si sviluppa il progetto Monopolio del Sale di Katia Mattioli. Un packaging dalla grafica incisiva, per la distribuzione delle diverse tipologie di sale nei supermercati, in grado di catturare l'attenzione delle persone e renderle consapevoli del fatto che il sale è stato storicamente soggetto a dazi, oggetto di contrabbando e fino a pochi decenni fa, protetto dal monopolio di stato proprio come il gioco, l'alcool e i tabacchi. Se oggi la tutela resta solamente su gioco, alcool e tabacchi, il significato del termine “Monopolio di stato” è invariato: “lo stato si fa carico di fornire un determinato bene o un determinato servizio in un settore essenziale per il cittadino..”

L'oro bianco è dunque prezioso e vario, motivo che invita le persone ad esprimere una preferenza riguardo al gusto e, allo stesso tempo, le legittima a rivendicare la propria porzione di sale a tavola dalla quale attingere con le dita. É così che la pensa Concetta Lorenzo che con IL ha dato forma ad un piccolo oggetto da tavola, personale come un bicchiere, che come un calice solleva il contenuto dal piano del tavolo e lo mette su un piedistallo in modo da poter essere osservato e degustato come un buon vino. Le dimensioni minime del contenitore recuperano e pongono l'attenzione sul gesto di prendere un pizzico per insaporire i cibi, nel movimento antico ed equilibrato delle dita e ne estremizzano il bisogno di delicatezza.

Se da un lato si è consapevoli della capacità di salare al meglio un piatto con il classico “pizzico”, molte persone ammetteranno quanto invece sia difficile calcolare la giusta quantità di sale per cuocere la pasta, motivo per il quale Tommaso Sabatini decide di trasformare la “presa di sale” da versare nell'acqua per la pasta nel cubetto monodose Sal Dosis e, allo stesso tempo, coglie l'occasione per rilanciare la sfida del sale legato alla superstizione, al buon auspicio e alla buona sorte.
Sal Dosis ripropone a tavola la sfida alla fortuna giocata con il lancio dei dadi sui tavoli
verdi dei casinò: un dado di sale lanciato in pentola, non rivela un numero, ma il tipo di
pasta da cucinare.

Superstizione e sale: un binomio che nei secoli non ha risparmiato nessuno, dalle persone semplici ai potenti; sovrani che, da oriente a occidente, per garantirsi auspici positivi, erano sempre soliti porre sulle tavole preziose saliere. Laura Affinito ha così traslato questa funzione di presenza del sale come buon auspicio ai nostri tempi, perché riportare il sale sulle tavole di coloro che prendono le decisioni più importanti possa significare, non solo favorire le trattative, ma ricordare che il lavoro di pochi statisti ha inevitabili conseguenze sulla vita di tutti.
Sulla saliera Noi siamo il sale della Terra, infatti, versare e livellare il sale significa completare il gioco dei colori con un bianco che fa apparire le bandiere di più di cento paesi della terra. Il sale fa perciò emergere la nostra essenza su uno sfondo apparentemente piatto e lascia aperto un interrogativo: potrebbe diventare un nuovo strumento di dialogo tra i governi?

Nel considerare il sale come mezzo per la conservazione per i cibi è inevitabile dare un significato di promessa di futuro, Marta Carboni, con Ambra Zeni e Sabrina Piediferro, pone una domanda: cosa salveresti mentre tutto va a rotoli?
Per secoli il potere di fermare il tempo è stato affidato al sale e molti anni dopo, tecniche più sofisticate hanno aiutato l'uomo a sviluppare una civiltà fino a ieri quasi perfetta, un modello economico che sembrava offrire sicurezze incrollabili. Travolti da una dura crisi economica, quali sono gli aspetti della realtà che le persone vorrebbero salvaguardare nell'attesa di tempi migliori? Le risposte, raccolte in un piccolo libro dal titolo Sotto Sale, offrono spunti raccolti nelle interviste realizzate ad individui diversi e distanti tra loro che, attraverso il minimo comun denominatore del sale, possono aiutare a scoprire qualcosa in più sulla natura umana e sull’attualità.

Dalla dilatazione del tempo alla concentrazione di gesti lenti in attimi brevissimi, è la sfida che Chiara Iemmolo, Luca Bettaglio e Valentina Vezzani hanno voluto raccogliere: trasformare il piacere rigenerante di un lungo bagno in un momento di benessere per coloro che non possono godere di tempo per sé o che addirittura non posseggono una vasca da bagno. Anemoon offre la possibilità di beneficiare delle proprietà curative del sale anche in doccia, in quanto il prodotto, oltre ad essere utilizzato come un normale soffione, può essere riempito a piacimento dall’utente con sale. La parte inferiore, quella forata, è infatti sganciabile: qui viene inserito il sale e che si rimescolerà all'acqua, per ottenere l'ottimale dispersione dei microelementi in un piacevole getto.

Il sale scioglie il ghiaccio attraverso un processo endotermico in grado di abbassare la temperatura fino a -10°C. Luca Pizzolato e Giovanni Milani hanno voluto sfruttare questa qualità della materia per progettare un bicchiere da cocktail che permette un raffreddamento rapido ed intenso, adatto a liquori che si gustano molto freddi. GlaceSal si sviluppa su tre livelli: un contenitore per il ghiaccio, uno per il sale e uno per la bevanda. Ruotando il livello inferiore del bicchiere sale e ghiaccio entrano in contatto innescando la reazione che in pochi istanti rinfresca la bevanda. Al termine del utilizzo l’acqua salata viene smaltita dal bicchiere, subito pronto per essere ricaricato.

aNaCletoLab
presso la galleria BETTINELLIQUATTRO, via Privata Fratelli Bettinelli 4, 20136 Milano
Dal 22 al 27 aprile ore 11:00-21:00; il 23 aprile ore 11:00-24:00, con cocktail dalle 18:00